Filmografia

Un elenco non significa molto in sé e per sé. Talvolta gli spazi tra un titolo e l'altro nascondono più di quanto i lavori realizzati riescano a spiegare. Se non altro il desiderio di proseguire oltre che si accompagna ad ogni parola "fine".

Lungometraggi

2026 Piccolo Miracolo ↓

Arrivato tra capo e collo quando sembrava ormai sepolto, manco il tempo di riflettere e già eravamo al montaggio (meno di 5 mesi dalla scrittura della prima stesura della sceneggiatura alla fine delle riprese), buttato in sala in piena canicola estiva. Bel cast e Greta Scarano vincitrice a Taormina. Un film di transizione perché servono anche questi.

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2025 Per amore di una donna / For the Love of a Woman ↓

Quattro anni di gestazione, tra riscritture e casting in tre continenti con centinaia di attori visionati. Girato in inglese ed ebraico tra Sicilia e Israele nell'autunno-inverno 2022, pronto nel settembre 2023 alla vigilia del pogrom del 7 ottobre e della successiva tragedia della guerra a Gaza. Bloccato per quasi due anni nel timore di proteste, o per pregiudizio, o mera codardia. Uscito nel 2025, vincitore del BiFest e distribuito negli USA nel 2026. È un film a cui tengo molto e che mi sembra venuto particolarmente bene.

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2025 30 notti con il mio ex ↓

Un tentativo di andare oltre le definizioni pre-confezionate, mescolando generi e aspettative. E di affrontare la malattia mentale con leggerezza e ironia. Eppure è stato venduto come la commedia romantica che non era. A partire dal titolo fuori tempo massimo.

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2021 Una notte da dottore ↓

Girato durante il lockdown, malinconico come le strade vuote di Roma e le vite dei due protagonisti. Una delle mie commedie preferite (tranne la locandina).

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2020 Cambio tutto! ↓

Un film fortemente voluto da Maurizio Totti, produttore a cui devo molto. Non mi piaceva il film spagnolo a cui era ispirato e il tono grottesco non fa per me. Ma ci sono momenti della vita in cui lavorare aiuta a non pensare troppo. Doveva uscire al cinema l'8 marzo 2020, poi è arrivato il Covid, il lockdown ed è finito su Prime Video.

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2018 Ti presento Sofia ↓

Ho tre figli e tornando indietro ne avrei voluti anche altri. Forse è per questo che mi ha intrigato raccontare di una donna che non vuole bambini. O probabilmente mi sono immedesimato in un personaggio maschile goffo ed eternamente in difetto. Specie con la figlia. L'importante era non giudicare, né lei, né lui.

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2017 Classe Z ↓

Basso budget, attori giovani, tanta energia. Anche qui, molto divertimento e la voglia di provare qualcosa di diverso, tra angst generazionale e la commedia teen.

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2015 Belli di papà ↓

Prima commedia, prima volta in testa al box office. Ci sono arrivato quasi per caso (doveva farlo un altro regista, ma i produttori non erano convinti del suo approccio), ma si vede che era destino. Anche qui battutine impacciate e accuse neanche troppo sussurrate: "si è venduto", "lo fa per i soldi". Mi sono divertito e, per quanto sia stato difficile prendergli le misure, Diego Abatantuono è un attore straordinario.

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2010 Io sono con te / I Am With You ↓

Primo film scritto con Nicoletta Micheli, da una sua idea (di cui ha anche curato la vasta ricerca storica, antropologica e teologica che ne è alla base). Quando lei mi propose di realizzare un film su Maria, la mia prima reazione fu tutt'altro che positiva: "Sei pazza. A chi vuoi che interessi una storia del genere?". A suscitare la mia avversione fu soprattutto l'implicazione religiosa: pur non essendomi mai dichiarato ateo, la semplice menzione del divino mi richiamava alla mente credenze irrazionali tra il bigottismo e la superstizione. Per quanto sia stato poco visto, spesso per pregiudizio ("avrà avuto una crisi mistica?", "dai partigiani alla sagrestia", "hai visto la Madonna in technicolor?" erano le battute imbarazzate e scettiche di amici e colleghi) Io sono con te è un progetto che mi ha cambiato la vita. Se dal punto di vista professionale è stato un fiasco, ne sono serenamente orgoglioso.

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2007 Le pere di Adamo ↓

In principio c'era un'analogia. Un'affinità soprattutto visiva, forse poetica: i movimenti sociali assomigliano alle nuvole. Come le nuvole, arrivano, accadono, scompaiono. Poi, è entrato dentro di tutto: la meteorologia e la questione ambientale, il precariato e la scienza, l'Illuminismo e la matematica, la politica e il mistero. Alla fine ne è venuto fuori un viaggio dentro i limiti della ragione e la necessità del mutamento. L'ambizione era di realizzare un film leggero su argomenti pesanti. Non so se ci siamo riusciti, ma la fatica ne è valsa la pena. Perché nulla dopo mi è sembrato più come prima. Un lavoro ripagato con la censura del mercato ("bello ma difficile", il ritornello) e la disattenzione degli addetti ai lavori.

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2004 Lavorare con lentezza ↓

Avevo in mente un film su Radio Alice da quando, più di 20 anni prima, Franco "Bifo" Berardi mi aveva consegnato una scatola di audio-cassette con registrazioni dell'emittente degli anni '76-'78 che gli erano state sequestrate (e riconsegnate) dai giudici durante una delle tante inchieste che lo avevano riguardato. Per me, allora 17enne, il '77 bolognese era stata la morte di Francesco Lo Russo, l'irruzione della polizia nella sede della radio e i carri armati in piazza. Ma anche gli indiani metropolitani e la (ri)scoperta della creatività (artistica e non) contrapposta alla seriosità della militanza. Poi scoprii che c'era dentro tanto altro: fine delle ideologie e crisi della politica, linguaggi del desiderio e scenari prossimi futuri della comunicazione. Quando lo girammo, c'era stata Genova 2001 e un velleitario sussulto di protagonismo dal basso. Scritto con Wu Ming, per molti aspetti un film ancora contemporaneo.

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2000 Il partigiano Johnny ↓

Ho dedicato quasi dieci anni alla realizzazione di questo progetto e solo alla fine ho capito perché l'avevo fatto. Alcune scelte, col senno del poi, mi sembrano poco riuscite, anche se c'era sempre dietro una ragione che mi aveva spinto ad adottarle. Oggi, lo rifarei completamente diverso, ma penso che sia un film destinato a invecchiare bene.

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1999 Non mi basta mai ↓

Le vite al di là delle ideologie. Quando riguardo questo film, la cui realizzazione è merito principalmente di Daniele (stavo preparando Il partigiano Johnny nel mentre), non posso che riflettere su come le vite dei nostri cinque protagonisti siano state piegate, strattonate, spinte, centrifugate dalla Storia. Eppure, ferite, sono uscite dal gorgo se non felici, almeno con una non comune dignità. "Non mi basta mai" è dire ogni giorno che si può ancora cambiare. Il contrario di chi sente di aver diritto di brontolare solo perché un giorno credeva di aver avuto ragione.

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1995 Materiale resistente ↓

All'inizio, fu un disco. In occasione del Cinquantesimo anniversario della Liberazione, su iniziativa del Consorzio Produttori Indipendenti, 18 tra i migliori gruppi di rock italiano incidono un CD chiamato Materiale Resistente. Per l'uscita del disco - che contiene i rifacimenti di celebri canzoni della Resistenza, nonché brani scritti ad hoc - viene organizzato un concerto il 25 aprile 1995 a Correggio, provincia di Reggio nell'Emilia. Davide Ferrario, saputa la notizia, telefona a Guido Chiesa e gli propone di riunire tecnici, amici e complici per documentare un evento che gli sembra terribilmente suggestivo e insieme necessario. Chiesa accetta e il 25 aprile, in mezzo al prato con gli oltre seimila di Correggio, ci sono anche loro, tre troupe e vari fotografi.

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1994 Babylon (La paura è la miglior amica dell'uomo) ↓

Ho un rapporto ambivalente con questo film. Scritto e realizzato in tempi rapidissimi, un'anomalia in una vicenda professionale fatta di tempi lunghi. Girato con 300 milioni in 18 giorni, nessun aiuto statale o televisivo, era la risposta allo stimolo che ci giungeva dal cinema americano indipendente, che in quegli anni insegnava al mondo come fare film a basso costo e alto tasso emotivo. Mai distribuito — per via di una congiuntura sfavorevole che obbligò la Mikado, che l'aveva preso, a rinunciare perché la Fininvest gli aveva tagliato i pre-acquisti televisivi — ha girato il mondo più di ogni mio altro lavoro. Rimane la sensazione di aver fatto il passo più lungo della gamba, ma anche l'orgoglio per averci provato.

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1991 Il caso Martello ↓

La prima volta che dissi "motore, azione" e tutti mi ascoltarono, mi resi conto del potere perverso che avevo in mano. Ho sempre cercato di farne un uso discreto, senza fingere di essere in un sistema democratico - il cinema non lo è! - ma neanche abusando di esso. Fare il cinema non me l'ha ordinato il dottore e non è mai stato il cinema in sé e per sé la ragione profonda del mio interesse per questo linguaggio espressivo. All'epoca di Il caso Martello pensavo che questa ragione fosse l'impegno politico e culturale, declinato attraverso il discorso sull'essere umano e il suo agire, privato e sociale. Oggi, è rimasto solo l'essere umano, il resto in prospettiva, sullo sfondo, il linguaggio come indivisibile forma e sostanza.

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Documentari

Serie TV

Cortometraggi

Videoclip

2005 Se mi scrivi, Perturbazione ↓

Un'esperienza spiritosa con un gruppo senza puzza sotto il naso.

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2004 Gioia e rivoluzione, Afterhours ↓

Cover degli Area dal film Lavorare con lentezza. Fare paragoni è un esercizio onanistico, ogni versione è un discorso a sé. E questa è puro Afterhours.

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2000 Otto giorni, Mambassa ↓

Una canzone dal secondo LP dei Mambassa.

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1997 Umore blu neon, Mambassa ↓

Divertenti e provinciali, nel senso buono.

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1996 Qualcosa, Yo Yo Mundi ↓

Dall'album Percorsi di musica sghemba: "La descrizione impossibile di una presenza percepita in ogni dove e in ogni momento, presenza spirituale e impalpabile colta ora negli sguardi, ora tra le cose del quotidiano, nel desiderio e negli elementi, una canzone quasi religiosa: nel nulla che ci tende tranelli, qualcosa." (Yo Yo Mundi)

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1996 Come stavamo ieri, Marlene Kuntz ↓

Il mio video preferito.

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1994 Merry X-Mas, Marlene Kuntz ↓

Girato con immagini girate ad hoc e altre tratte da Babylon, alla cui colonna sonora avevano collaborato i Marlene Kuntz.

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1994 Lieve, Marlene Kuntz ↓

Un singolo fortemente voluto dai CSI.

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1992 Gocce di sole, Assalti Frontali ↓

Assalti Frontali, dopo la milionesima assemblea, decise di non "riconoscerlo". Non riuscimmo a capirci, ma resta il ricordo di un'esperienza arricchente e naif.

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