• Catalogo del Lodi Film Festival

1999 — ARTICOLO Salò - articolo

Se le banalità sono permesse, allora togliamoci il rospo: come si fa a scegliere un solo film italiano degli ultimi cinquant'anni? E' impossibile. O, meglio, come si fa a indicare un solo titolo nella produzione di registi che hanno fatto/trasformato la storia del cinema e della cultura di questo paese (e non solo)? Solo per menzionare i più macroscopici: Visconti, Rossellini, Antonioni, Fellini. Per carità, sono il primo a voler usare ogni arma critica contro i culti delle personalità e le perniciose semplificazioni delle politiques des auteurs. Ma la storia della cultura è un conto; un altro i gusti soggettivi, le traiettorie personali, le ossessioni da cinephile. Quindi, la mia risposta non potrebbe che essere: non esiste il miglior film italiano degli ultimi 50 anni. Non è domanda da porsi.
D’altra parte, se colgo lo spirito dell’iniziativa (ma non ne sono certo), mi sembra di capire che proprio i gusti soggettivi, le traiettorie personali, le ossessioni da cinephile siano l’argomento del contendere. Per cui, pur non amando particolarmentre questo genere di indagini, accetto l’invito, specificando però che la mia indicazione non va assolutamente considerata rappresentativa (se non dei miei gusti soggettivi, delle mie traiettorie personali, delle mie ossessioni da ex-cinephile), che non sottende alcun discorso generale su che cos’è il cinema (e neanche su che cos’è il cinema italiano) e che non prevede l’esclusione di numerosi altri titoli, egualmente e diversamente meritori.
Anche perché, tra l’altro, non ho mai sofferto del mito di Pasolini, non amo particolarmente il suo modo di girare, considero Salò decisamente inferiore al (e diverso dal) testo sadiano a cui è ispirato e, in ultima battuta, penso che si tratti di un lavoro imperfetto e altamente discutibile. Eppure, per certe strane ragioni, come mi accadde vedendo Il cimitero del sole di Oshima, Querelle di Fassbinder o Fango sulle stelle di Kazan, ho sempre sentito che, se avessi potuto, certi film li avrei sottoscritti: inquadratura per inquadratura, battuta per battuta, imperfezione per imperfezione. Perché? Gusti soggettivi,  traiettorie personali, ossessioni da cinephile. Con affetto.