La prima stesura la buttai giù in quattro giorni nell’autunno 1986, riflettendo su quello che avevano detto ad un amico produttore, il quale aveva portato in lettura La guerra di Johnny a un funzionario dell’Istituto Luce: “Fenoglio va bene, ma ‘sti partigiani han rotto i c….”.
La storia era vagamente ispirata alla struttura del film di Robert Frank, There Ain’t No Candy Mountains che Tom Waits mi aveva raccontato quando ancora pensava di interpretarne il protagonista - rinunciò invece per portare a teatro Frank’s Wild Years.
Questa è la versione con cui andammo alle riprese.