La prima versione era: Giote gioite! Che bello! Eluana Englaro è morta! Gioite!
Ma scherzare su queste cose, anche con il dolore tra i denti, non è sano. E allora ecco la seconda versione, che prendo a prestito dal Corriere.it di qualche giorno fa. Non perché riconosca all'intervistato alcuna particolare autorità, né perché ritenga che utilizzi argomenti decisivi (non vi sono, è chiaro: a chi è emotivamente cieco non serve a nulla la luce della ragione). Ma dato che in questo paese sembra che, chi non lo pensa in un certo modo, è plagiato dal Vaticano, vi prego di leggere quanto sotto. E che la signora Englaro riposi in pace, insieme ai clandestini uccisi dalle leggi democratiche, alle vittime dei padri padroni e delle madri matrone e ai deboli di ogni tipo di respiro. E che questo spazio non diventi un blog.
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