Gli amici della rivista Cineforum mi chiedono un intervento sulle "condizioni e le modalità produttive/distributive in cui si muove il cinema italiano indipendente". Per forza di cose, dello stato dell'arte del cinema italiano nel 2012. Non so se ho centrato la domanda, ma non potevo che parlare del mio lavoro, dello stato dell'arte della mia testa. Eccolo: "Un pubblico senza mercato e i miei neuroni superstiti".