A conferma di come le etichette "destra" o "sinistra" mi risultino vieppiù incomprensibili, e inutili a comprendere la complessità della vita e della natura umana, vi propongo una piccola testimonianza.
Quest'estate mia moglie Nicoletta mi segnala su una rivista femminile, di quelle patinate a cui nessuno da importanza ma fanno tendenza, egemonia culturale (IO DONNA), una frase in un'intervista da copertina:
"- Si definirebbe di sinistra?
- Sì, e sa perché? Le faccio un esempio: quando nasce un bambino lo allatti, ma poi a un certo punto lo togli dal seno; lui piange, vuole altro latte e grida la sua frustrazione. Per me questo è la destra, è il “voglio tutto”, il “pretendo”. Invece la sinistra è l’educazione, è la parte migliore dell’essere mamma. L’ho spiegato in un modo grossolano, ma è così: la cosa che amo di più è la generosità".
A parlare è la signora Laetitia Casta: è bella, è madre, è di sinistra, ha votato Hollande, è generosa (sic!). Che volete di più?
L'altroieri, nelle pagine di un libro diseguale e caotico, ma sincero e sentito come IL SUONO DI UNA SOLA MANO (Il Saggiatore) di Andrea Gentile e Maddalena Rostagno, mi imbatto in questa frase datata 1976:
"Ho capito una cosa con [mia figlia] Maddalena: che tutto il modo di trattare i bambini è 'di destra' perchè considera la loro vita in funzione di un'altra (adulta). La pedagogia, anche se di sinistra, vuole 'preparare i bambini a essere adulti'. Non considera la loro età come 'autentica'."
A parlare è il padre di Maddalena, Mauro Rostagno, all'epoca tra i leader di Lotta Continua, poi fondatore di Macondo, arancione sulla scia di Osho, giornalista anti-mafia, sparato dai sicari di Cosa Nostra nel 1988.
Non voglio fare della facile ironia contrapponendo la Laetitia Casta a Mauro Rostagno: ho rispetto per tutti, non credo che la cultura, la militanza politica e l'intelligenza facciano la differenza.
Poi, starei istintivamente dalla parte della Casta perchè, come Rostagno stesso scrive qualche riga sopra, "essere maschio vuol dire la destra rispetto alla donna".
Però - pur avendo ahimé dimenticato il mio essere stato bambino, ma avendo capito qualcosa sui bambini attraverso i miei - sto dalla parte di Rostagno.
Il punto è: i bambini, i loro bisogni e la loro dignità, non sono di destra né di sinistra.
Si può essere contro di essi - non rispettandoli e non accettandoli, in una parola: non amandoli - sia stando a destra come a sinistra.
Anzi - dispiace dirlo se non altro per la propria storia personale e nonostante gli sforzi di molti - negli ultimi decenni soprattutto stando a sinistra, dove in nome delle ragioni (dell'adulto) e del relativismo rispetto alla natura umana, è apparso legittimo a tante donne e tanti uomini che i bambini diventassero l'invisibile capro espiatorio delle loro legittime rivendicazioni, sacrosante rabbie, stili di vita, desideri e aspirazioni.
In una parola: le vittime latenti dell'ideologia dei diritti (dell'adulto).
Bambini che poi diventano adulti e ci stupisce quando si "buttano a destra", come tanti di noi ci buttammo a sinistra solo per andare contro i nostri genitori, non avendo il coraggio di dirglielo in faccia: "io meritavo altro da te". Non soldi, non cultura, non opportunità: meritavo più amore, rispetto, dignità.
E invece preferiamo far finta di niente e ripetere il ciclo antico dell’ubbidienza alle generazioni, pur di preservare l'immagine dei nostri genitori, non venire meno al nostro bisogno di loro quando eravamo piccoli, un bisogno di cui non potevamo fare a meno e che ci ha “fondati”.
Ma anche quando - come è accaduto a tanti che hanno partecipato ai movimenti del vasto arcipelago della sinistra (dal '68 ai giorni nostri) - si ha il coraggio di prendere le distanze dai propri padri e dalle proprie madri, di ribellarci per quello che ci hanno fatto, finiamo spesso per onorarli inconsapevolmente, non riconoscendo la dignità dei nostri figli o facendoci promotori di una ideologia dei diritti che è unilateralmente a favore degli adulti e dei loro bisogni.
Lo dico mettendomi in mezzo, non chiamandomi fuori, sia chiaro.
Verso i bambini, verso di “noi-piccoli”, non abbiamo che doveri: è questo il nostro diritto più autentico.