Questa lettera scritta da Nicoletta Micheli, grazie alla quale questo film esiste, racconta in prima persona la genesi del film. E' stata Nicoletta a immaginarlo, volerlo e pensarlo. Dal soggetto alla sceneggiatura, dalle ricerche storiche e teologiche a quelle antropologiche e scientifiche che sono alla radice del film.
Quelle due o tre cose che so di Lei
Un pomeriggio di cinque anni fa una donna, come me, madre, come me, circondate da quello che oggi mi appare come il coro angelico delle nostre bambine, mi parla di Maria. Dal nulla, così, senza preamboli, senza giustificazioni. Me ne parla come non ho mai sentito, non che il mio interesse fosse mai andato al di là delle incursioni universitarie nella storia dell'arte e delle tavole che beandomi studiavo (con la spocchia però di chi "la sa lunga" e non crederà mai ). Quell'icona, quella madre, La madre, racconta una storia grande e inalienabile, dice tutto , capisco. Le parole di quest'altra madre mi sgranano gli occhi, e spalancano un cuore evidentemente sulla via del disgelo (mi insegnerà ad amare e a capire anche Andersen, questa donna. Rileggete o fatelo per la prima volta se potete, La Regina delle nevi e il suo incipit degno della Rivelazione...). Le mie figlie mi hanno (ri)portato alla mia umanità, lei mi sta portando la divinità, devo aver sentito, così mi dico ora.
La chiave di accesso al sacro e alla figura della Madonna è stata folgorante. Una slavina d'amore e di verità che aspettavo come un bimbo assetato e affamato (la metafora non è presa a caso).
Tutto torna, tutto quadra! Hanno esclamato le mie stanche e dolenti fibre di atea. La ragione era dalla mia parte, ma questa volta anche dalla parte giusta. Il rifiuto garbato ma radicale dello spiritualismo orientale (che avvince tanti tra le mie conoscenze) e di coeve forme scimmiottanti, in nome dell'alleata di sempre, la ragione appunto (un po' matrigna fino ad allora, è il caso di dire), non aveva più il pane per i suoi denti, benché sdentato era assai...
Nasce così un'idea che a valanga si è sostanziata. Raccontare questa Maria, suggerire la sorpresa di chi ha subito il dono di una Cosa. Di cui sarò grata, eternamente.
Nicoletta Micheli