Piacenza, 7 dicembre 2010

Piacenza, era dal 1995 che non ci andavo. La prima volta era stata per presentare Babylon. Quindici  anni dopo, stesso cinema, stessa sensazione di provincia piatta e anonima.

Chi mi accompagna alla proiezione mi dice: “Parcheggiamo lontano, c’è il rischio che vicino al cinema non troviamo posto”. Sono le 20.45. Il film incomincia alle 21.30. Penso che è matto, abituato come sono a presentazioni di IO SONO CON TE in sale riempite solamente grazie ai biglietti omaggio.

Alle 21.20 i trecento posti della sala sono tutti occupati. Qualcuno si siede per terra. Alle 21.30 mandano via i ritartadari. Non uno dei 350 spettatori, tutti paganti, molti anziani, molti bambini, abbandona la sala prima della fine della proiezione. Quasi tutti si fermano al dibattito che termina alle 0.40 per mera stanchezza. Le domande e le testimonianze sono venute soprattutto dai bambini e dalle donne.

Un caso isolato? Un episodio fortunato?

No, il lavoro serio del matto che voleva parcheggiare lontano, Don Pietro Cesena. Un parroco di periferia che crede in quel che fa in nome di Gesù. Si è preso la briga di andare a vedere il film a Milano, di contattarmi, di chiedermi di andarlo a presentare nella sua città dove forse non sarebbe mai arrivato, di trovare una sala, di condurre una semplice e efficace campagna promozionale con i periodici e quotidiani locali.

Per un film come IO SONO CON TE basta questo.