Succede così. Un produttore (o regista) cerca soldi e fa un comunicato stampa in cui dice di stare progettando un certo film: per i giornalisti, italiani e non, significa che quel film E' fatto o si sta per fare. O, ancor più semplicemente, lo stesso produttore (o regista) chiacchierando al bar con un giornalista dice che avrebbe piacere/voglia/intenzione di forse/magari/chissà realizzare un certo progetto. Esito: dalle agenzie stampa arriva la notizia che quel produttore o regista STA per realizzare quel determinato progetto.
Mi era già accaduto anni fa quando un amico giornalista aveva improvvidamente diffuso la notizia del mio interesse verso il libro VENTI SIGARETTE A NASSIRYA di Aureliano Amadei e Francesco Trento. Libro che mi era stato offerto dagli autori, che poi avevano ritirato l'offerta quando un produttore aveva proposto la regia allo stesso ad Amadei. Nel frattempo, la notizia era già uscita su vari quotidiani, con tanto di mie dichiarazioni, distorte al punto di rovesciare quanto avevo detto sulla mia presunta gioia nel vedere morire i soldati americani in Iraq.
E' di nuovo successo in questi giorni quando l'ANSA ha ripreso il trafiletto pubblicato su varie gazzette dell'industria cinematografica anglosassone (SCREEN, HOLLYWOOD REPORTER, VARIETY) che annunciavano la mia regia del film THE GOOD WAR, storia ambientata a Malta durante l'assedio italo-tedesco nel corso della Seconda Guerra Mondiale. In realtà, il trafiletto, in realtà, non era il frutto delle ricerche di un giornalista curioso, ma la mera riproduzione di un comunicato stampa in cui la società di produzione (Firefly di Londra) annunciava il progetto. Il vero scopo della Firefly era di usare l'articolo per cercare partner finanziari e farsi pubblicità, secondo una consolidata prassi di marketing. In realtà, i produttori inglesi non hanno ancora tutti i soldi, gli mancano alcuni attori-chiave e io non ho mai firmato alcun contratto, sebbene sia interessato al progetto che mi era stato offerto tre anni fa dagli originali produttori maltesi!!!
Insomma, non solo THE GOOD WAR è ancora un progetto del tutto in fieri, ma qualora dovesse (e non lo credo) essere girato, come affermato dai giornali in questione, entro il 2009, non ne sarò io il regista perchè sarò allora impegnato nella preparazione del mio prossimo film LET IT BE.
Una piccola lezione, però, val la pena trarla da questa insignificante vicenda: non credete mai ai media - e fin qui siamo sul banale - soprattutto quando vi dicono quello che vi piacerebbe sentire. E' probabile che quello scrivono sia il sogno di un sogno e che Berlusconi abbia ragione a dire che è stato frainteso.