2010, propositi di un anno a venire

L'11 gennaio inizia la preparazione ufficiale di Let It Be , film di cui non ancora non si conosce il titolo definitivo e le cui riprese sono sempre previste per il 1 marzo 2010. E' una preparazione entusiasmante, nonostante le difficoltà che appesantiscono il cammino, come quello di di qualsiasi film che si rispetti.

Entusiasmante perchè la Tunisia, che certo non è il paese di Bengodi, rispetto al cinema, pur nella povertà dei mezzi e delle strutture, ha una freschezza e una vivacità di cui noi non beneficiamo più.

Entusiasmante perché la gente delle campagne in cui stiamo lavorando sa ancora godere delle relazioni umane basilari in un modo che noi, per molti aspetti, abbiamo appannato dietro una cortina fumogena di nevrosi e Cultura. La Tunisia non è la terra della felicità - dal punto di vista politico e sociale è, come tutti i paesi islamici, una terra piena di contraddizioni e aspetti fortemente critici: la condizione femminile, il maschilismo imperante, la durezza verso i bambini, l'assenza di libertà sociale, ecc. - ma i suoi abitanti, per lo meno quelli che ancora vivono i ritmi ancestrali delle generazioni antiche, pur non essendo certo dei beati, sono un po' più vicini alla verità dei rapporti primari di quanto lo siamo noi ricchi, colti e relativisti occidentali. C'è più bellezza nel modo in cui le donne berbere portano in giro i loro neonati di quanta ne ho vista in tutti i musei del mondo.

Tra gli svariati, e non sempre coscienti, obiettivi di questo film, quello che più vorrei arrivasse al cuore degli spettatori a venire è proprio la verità, universale e naturale, di alcuni dei rapporti umani che ho testimoniato e goduto in questi quasi due anni di ricerche e sviluppo del film. Gli stessi che sono alla base della storia che andiamo a raccontare, la sola che porta fino in fondo.

Buon anno.