• Guido Chiesa
  • Guido Chiesa
  • Consorzio Produttori Indipendenti Musiche
    CSI
  • Fotografia:
    Gherardo Gossi
    Operatori:
    Luciano Federici
    Ezio Gamba
    Giovanni Gebbia
    Gherardo Gossi
    Claudio Meloni
    Montaggio:
    Fulvio Molena
    Musica:
    CSI

  • 55 minuti

1998 — DOCUMENTARIO Un giorno di fuoco

Un giorno di fuoco, Alba, 5 ottobre 1996. I CSI in concerto nella chiesa di San Domenico. Alle loro spalle, sull’abside, le immagini della vita di Giuseppe Fenoglio, detto Beppe, scrittore albese morto nel 1963 a 41 anni, ex partigiano, impiegato in una ditta vinicola e figura anomala nel panorama culturale italiano del dopoguerra: schivo, provinciale benché capace di una lingua universale. In mezzo, le letture di Giuseppe Cederna e le testimonianze di quattro personaggi chiave: il fratello Walter, l’amico Ugo Cerrato, il commilitone e partigiano Aldo Spinardi, la figlia mai conosciuta Margherita.

Note di regia

È caduta molta pioggia nell’anno 1996. Ottobre 1944, Alba: altra pioggia.

Per telefono, con Giovanni: "Facciamo qualcosa per Fenoglio". Più un dovere che un bisogno. Ci troviamo a Correggio, ancora pioggia. Parliamo di tanto, ma non di quello che "dobbiamo fare".

Alba, poche settimane dopo, con Margherita Fenoglio. Un’idea nata per caso, come spesso accade a quelle importanti. Parole, immagini, suoni: per suo padre.

Uno sforzo collettivo. Giovanni è d’accordo, gli altri CSI entusiasti, altri ancora. Man mano tutto accade.

Naturalmente, Alba. Altrove non sarebbe possibile. Qui i muri sono segni incisi, anche se le case scompaiono. L’occhio silenzioso delle colline. Non è forse questo il centro del mondo, di questo mondo, del suo universale mondo? Un uomo. Complesso e mistero trasparente. Per generazioni. Non una celebrazione, né un omaggio. Forse una festa composta.

È stato questo Un giorno di fuoco? No, non solo, e per molteplici ragioni.

C’è un momento del film che trovo quanto meno illuminante. Durante l’esecuzione di Bravi ragazzi, Giovanni si volta verso Ginevra e, con un sorriso, sembra che le dica: "Buono", come a dire "funziona, va tutto bene, gira tutto per il verso giusto". Qualcuno mi ha fatto notare che, forse, in realtà, Giovanni stava solo ricordando a  Ginevra l’inizio del verso successivo. Poco importa. In quel sorriso, per me, c’è tutto. C’è tutta la gioia di cui, alla fine, sono stato capace quella sera, reduce da settimane di preparazione faticosa e travagliata (in compagnia degli amici albesi del Circolo Fenoglio ’96). C’è la soddisfazione di essere stati capaci di organizzare un evento simile, unico nel suo genere, almeno in Italia. Ma, soprattutto, c’era l’umile e orgogliosa convinzione di aver provato a fare qualcosa per uno scrittore, Beppe Fenoglio, il quale, in fin dei conti, era il vero motivo della nostra presenza lì. Un giorno di fuoco è stato un evento irripetibile, mai replicabile.

Il film e il disco fatto uscire dai CSI (La terra, la guerra e una questione privata) restituiscono solo un’ombra dell’energia che circolava quella sera nella chiesa di Alba. Ma quel che ha scritto Fenoglio è più che mai lì, pronto a parlarci.

film completo

https://www.youtube.com/watch?v=xuQozzrjLuY